Sabato 14 febbraio 2026 Anglad Fvg con i suoi associati ha partecipato alla visita della Comunità di San Patrignano all’interno del programma denominato “ un giorno a Sanpa”, l’esperienza di visita che permette di conoscere da vicino la realtà comunitaria di recupero fondata da Vincenzo Muccioli.
E’ stata una giornata molto emozionante e ricca di riflessioni, dal grande valore educativo, abbiamo visitato quasi tutte le realtà lavorative, partendo dalla meravigliosa cantina, passando poi per i vari laboratori artigianali per finire con il canile.
Nella vista siamo stati accompagnati da due ragazze e un ragazzo che sono stati i nostri angeli custodi, introducendoci nei vai settori, dove ti colpisce l’ordine e la qualità del lavoro, ma la parte più emozionante è stata senza dubbio quella delle testimonianze nelle quali ci hanno raccontato le loro storie personali , mettendosi a nudo davanti a noi. Sono storie forti e commoventi, tutte accomunate da grandi fragilità che li hanno portati nel baratro delle dipendenze, ma in mezzo a tanto dolore , emerge la grande voglia di rinascita, il voler riprendere in mano la propria vita e riscattarsi, più di qualcuno di noi ha pianto commosso ritrovando nei racconti il proprio vissuto.
Un momento centrale della giornata è stato sicuramente il pranzo comunitario, svolto nel grande salone assieme a tutta la Comunità che oggi conta circa 850 persone, qui ti colpisce il rispetto dei tempi che tutti hanno e lo spirito di coesione e di fratellanza che accomuna tutti gli ospiti ed educatori, un grande senso di casa e di famiglia ti pervade.
Nel pomeriggio abbiamo assistito al corto “ Sospesi “ girato sotto la regia di Paolo Ruffini , in bianco e nero, interpretato dai ragazzi di Sanpa , racconta quattro storie diverse ma intrecciate attorno al concetto della sospensione della vita per coloro che sono in percorso, un opera davvero bella che va direttamente al cuore.
Al momento dei saluti, i vari angeli custodi che hanno accompagnato durante la giornata tutti i vari gruppi si sono intrattenuti con noi nell’ auditorium, per molti di loro questa era la prima volta, fare da guida a degli estranei raccontando di se stessi, fa parte del percorso ed è terapeutico, alcuni di essi , hanno detto, che solo quando si sono trovati in Comunità , si sono realmente resi conto delle loro difficoltà relazionali, del fatto che non erano mai riusciti veramente a parlare di sè e delle proprie fragilità con le proprie famiglie.
Ci siamo così salutati con la loro richiesta di diventare ambasciatori dei San Patrignano,raccontando cosa loro sono oggi e che sono fanno lì.
Torniamo a casa con l’animo profondamente toccato, con una consapevolezza diversa sulla vita e sul valore della libertà, che questi ragazzi hanno, per il momento perso e soprattutto con un grande senso di speranza e di rinascita che ci hanno donato, grazie al loro coraggio e alla forza che ci mettono per affrontare un percorso di cambiamento radicale di vita.