Quando si attraversa la porta di ingresso della Comunità, si ha la sensazione di entrare in un’altra realtà, di accedere ad un mondo che all’esterno purtroppo non esiste più! La prima cosa che si nota, con molto piacere, è un senso di calma e serenità, la gente è sempre pronta a girarsi verso i nuovi arrivati e accoglierli con un sorriso ed un saluto. Le persone sono disponibili, pronte subito ad aiutarti, ad indicarti dove recarti e non lo fanno per un secondo fine, i loro occhi e i loro sguardi sono quelli di qualcuno che davvero in quel momento è pronto a darti attenzione, è lì per ascoltarti ed esserti di sostegno.
Sembra quasi il tempo si sia fermato! visitiamo i vari settori e siamo sempre accolti da sorrisi, tanta gentilezza e straordinaria disponibilità. Tutti i ragazzi sono entusiasti nel rispondere alle nostre domande e richieste, le loro parole sono chiare, il tono pacato e la percezione che arriva è sempre quella di grande tranquillità anche se alcuni ragazzi in percorso non nascondono le fatiche che stanno attraversando o che hanno attraversato.
Abbiamo girato tutta la comunità ma la volontà dell’associazione era quella di visitare i settori nei quali c’erano i “nostri” ragazzi.
In ogni settore di nostro interesse chiedevamo del “nostro” ragazzo e tutti lo conoscevano e lo andavano subito a chiamare, tutti si conoscono per nome e tutti provano felicità per la gioia degli altri.
Quando il “nostro” ragazzo usciva dal settore… la prima cosa che si notava era un’espressione di gioia, una grande luminosità nei loro occhi, un sorriso che illuminava il volto e subito ci accoglievano con un forte abbraccio: un abbraccio di quelli veri, di quelli che vengono dal cuore e che parlano più di mille parole!
È stato bello ed entusiasmante vederli che stavano tutti beni, osservare l’impegno e l’attenzione nei confronti del lavoro e dei loro superiori e quanto siano diventati rispettosi delle regole che a poco a poco stanno imparando e facendo proprie: regole che prima di entrare in questo luogo ‘magico’ nemmeno prendevano in considerazione, ricordo ancora le frasi di qualcuno che alla domanda “Tu rispetti le regole?” rispondeva “sì, le regole che secondo me sono giuste e decido io, le rispetto!” ed ora si trovano immersi in un mondo dove si vive di continue regole imposte dagli altri e loro le accettano e le rispettano!
Tutti i ragazzi hanno chiesto come stavano i loro familiari e soprattutto se sono assidui alle riunioni dell’associazione. Tutti loro hanno compreso l’importanza che per uscire dalla tossicodipendenza è necessario l’aiuto degli altri, da soli non si ottiene nulla e soprattutto hanno capito quanto anche i loro genitori abbiano bisogno di aiuto e supporto che solo l’associazione è in grado di fornire. La dipendenza è un problema che coinvolge e modifica l’intero sistema familiare e come tale tutti i componenti devono essere aiutati.
I ragazzi ci raccontano che stanno bene ma ci sono stati e ci sono tutt’ora molti momenti di difficoltà. Il lavoro che stanno facendo su loro stessi è impegnativo, cambiare tutti quei comportamenti e quelle regole che ormai avevano fatto proprie e che li aveva portati a rifugiarsi nelle sostanze è faticoso ma la loro forza sono gli altri: hanno capito che lì non sono mai soli, gli altri sono sempre pronti ad aiutarli, sostenerli e indirizzarli nella rotta giusta al fine di far capire loro il vero senso delle cose.
Tutti i ragazzi hanno ringraziato, a parole e con gli abbracci, Lucio e tutto lo staff ANGLAD per averli indirizzati in comunità.
I discorsi, gli sguardi ed i volti di quei ragazzi che frequentavano l’associazione non ci sono più, sembrano scomparsi! sono tutti cambiati, hanno degli impegni, degli obiettivi da raggiungere, si sentono importanti e ce la stanno mettendo tutta. Sostengono che il percorso non sia facile e che ci sono stati dei momenti nei quali hanno pensato di mollare tutto ed andarsene ma un abbraccio o una parola di conforto dei compagni di settore hanno dato loro la forza di continuare. Il nostro augurio e la nostra speranza è che continuino con forza e determinazione perché il percorso è lungo ed insidioso!
Sanno che in questo momento si trovano in un ambiente protetto nel quale gli verranno insegnate le basi per affrontare poi la vita reale all’esterno della comunità dove dovranno mettere in pratica tutto quello che hanno appreso durante il percorso. Iniziano a prendere consapevolezza del male che si sono fatti e che hanno arrecato ai familiari e comprendono l’importanza di non dimenticare mai quello che sono stati e hanno fatto.
Abbiamo pranzato nel salone con tutti i ragazzi e lì ti rendi conto dell’ordine, del rispetto e dell’osservanza delle regole da parte di tutti: una moltitudine di persone eppure tutto procede senza intoppi, urla e schiamazzi!
Al termine del pranzo abbiamo effettuato l’incontro con tutte le associazioni sparse sul territorio Nazionale, un momento di condivisione nel quale conoscersi e poter evidenziare le varie problematiche che le associazioni incontrano con le famiglie, i ragazzi ed i servizi presenti sul territorio.